Esclusiva ICN: Intervista a Luca Gerbino Polo

*Intervista del 15 aprile 2020

Ho avuto il grande piacere di discutere con Luca Gerbino Polo, attaccante che ha militato per diverse stagione nella Serie C Italiana, prima di tentare l’avventura in Svezia. In questa intervista ci racconta le sue stagioni in quello che definisco come sapete il “Calcio Nordico” e ci aiuta a capire meglio il mondo delle divisioni inferiori e quindi del Semi-Professionismo Svedese! Buona lettura!

ICN: Ciao Luca! Dal Rimini passi all’IFK Mariehamn in Finlandia, anzi più precisamente nelle isole Åland. É un trasferimento piuttosto insolito, raccontaci com’è andata.

LGP: Ciao! Al Mariehamn sono stato in prova. Sono venuto in Svezia perchè cercavo una squadra a Stoccolma. La mia ragazza è Italo-Svedese ed il nostro desiderio era di trasferirci in Svezia. All’epoca feci un provino con una squadra di Allsvenskan ma poi saltò tutto. Il Mariehamn in quel periodo cercava un attaccante ed il mio procuratore mi aveva proposto questa possibilità. Ho fatto il provino, sarò rimasto al massimo un paio di settimane ma devo essere sincero, non mi ero trovato benissimo. Sarà anche stato che mi trovavo li durante il mese di febbraio. A parte il freddo, il vento e tutto, stare nelle isole Åland è un po’ particolare, soprattutto se vieni da posti come Rimini e Ravenna, trovarsi catapultato li, nel mese di febbraio, è stata un po’ dura.

ICN: Dopo questa breve esperienza, hai firmato con il Valsta Syrianska in Ettan Norra, dove hai messo a segno 6 gol. Club esterofilo per definizione, com’è stata l’integrazione e più in generale questa esperienza?

LGP: Si, alla fine, dopo le ipotesi Serie A Svedese e Serie A Finlandese, non si era concretizzato nulla. Eravamo a marzo e c’erano poche possibilità. Le alternative erano, tornare in Italia e aspettare giugno o luglio, quando i club costruivano le rose per la stagione successiva oppure siccome volevamo davvero stabilirci qui, accettare una serie più bassa. In Serie B all’epoca non c’era nessuna squadra di Stoccolma ad eccezione dell’Hammarby se ricordo bene quindi ho accettato di firmare per il Valsta in terza serie. Non è stata la scelta migliore della mia carriera, anzi purtroppo è stata la peggiore che abbia fatto. Diciamo che tutte le esperienze fatte in Svezia sono andate bene, quella meno. Con i compagni l’integrazione è andata benissimo. La squadra era un disastro quell’anno li ma almeno mi è servito per inserirmi, per farmi conoscere. Ho fatto ottime prestazioni anche se non tantissimi gol. Il problema più grosso è che qui praticamente nessuno conosce la Serie C Italiana in modo decente, quindi credono che sia un livello scadente. Se dici che vieni dalla C, non vieni visto benissimo. Il Valsta almeno mi è servito per trovare successivamente un club più serio.

ICN: Se non sbaglio, oltretutto adesso il club è fallito.

LGP: Non sbagli, c’erano tutti i sentori già allora. Organizzati davvero male.

ICN: La Serie C Italiana possiamo paragonarla ad una medio/alta Superettan?

LGP: Si, la C Italiana è un pò come una Superettan, con le stesse differenze tra top club e club di bassa classifica. Guardo qualche partita di Serie C e sento qualche ex compagno, mi confermano che non è più la Serie C di 10 anni fa ma avendoci giocato l’ultima volta nel 2012, parlo più per sentito dire che per esperienza diretta.

ICN: Guardando la tua carriera, forse proprio a causa di questa sorta di diffidenza verso i calciatori provenienti dalla Serie C, ti sei sempre ritrovato in club esterofili. Non hai praticamente mai giocato in un “classico club Svedese”.

LGP: Si esatto. Difficilmente un “club Svedese classico” prende un giocatore dalla Serie C. Ero l’unico, e per tanti anni sono stato l’unico Italiano a giocare qui. É riuscito a venire in Svezia Gianluca Curci un paio di anni fa ma lui veniva da tutt’altra esperienza. Il suo curriculum parla da solo. Ha giocato in Champions League, in Serie A, in Bundesliga, arriva qui e deve comunque ripartire dalla Serie B. Puoi quindi immaginare come sia stato per me, che avevo un curriculum neanche lontanamente paragonabile al suo.

ICN: Dopo il Valsta, arriva per te l’occasione Eskilstuna, club in cui qualche anno dopo giocherà proprio Curci. Fai un ottimo campionato con ben 11 gol e con tanto di promozione. Stagione successiva giochi la tua prima stagione di Superettan. Raccontaci un pò questa avventura.

LGP: Si, l’Eskilstuna è comunque un club che dà opportunità a chi viene da fuori. In quella squadra li, c’erano anche due Inglesi, uno Spagnolo, quattro Brasiliani, un Americano, tutti con esperienze ad alto livello. Era davvero un bel mix. Infatti siamo riusciti a vincere il Campionato. Devo ammettere che eravamo davvero più forti, sembrava una squadra di Superettan che giocava in Serie C Svedese. L’anno dopo infatti siamo riusciti ad arrivare 8° in Superettan.

ICN: Lasciato l’Eskilstuna, arriva l’Akropolis in Ettan Norra. Media gol impressionante, 25 reti in 25 partite, una serie di 9 partite consecutive in gol. Possiamo definirla fin qui, la migliore stagione della tua carriera? Come spiegheresti un rendimento del genere? Intesa perfetta con i compagni? Stato di forma straripante? Modulo e stile di gioco a te perfettamente congeniali?

LGP: Si, un rendimento del genere era dovuto ad uno stile di gioco che era perfetto per me. Tutto il tempo cross e poi c’era un mio compagno di squadra corto e rapido che apriva spazi per me. Mi consentivano di stare in area di rigore e realizzare più gol possibili. A livello di squadra è stata buona, siamo arrivati 3° sfiorando la promozione fino a 3/4 partite dalla fine. Stile di gioco che aveva comunque qualche limite per i miei compagni, infatti il secondo miglior marcatore della squadra segnò tipo 5 gol. A livello personale la stagione è stata ottima. Ho vinto il titolo di Capocannoniere e stabilito il record di gol della categoria.

ICN: Questa fantastica stagione ti apre le porte di un ottimo club, il Brommapojkarna in Superettan. Prima disputi una grande Svenska Cupen, bloccando addirittura il Djurgården sul pari, poi realizzi il gol decisivo per la promozione in Allsvenskan del BP contro il Dalkurd. Raccontaci questi momenti.

LGP: Già prima di firmare con l’Akropolis, c’erano stati contatti con l’allora allenatore del Brommapojkarna, Olof Mellberg. Poi però non si era riuscito a concretizzare, anche perchè avevano un attaccante con caratteristiche simili alle mie. Dopo quella stagione con l’Akropolis, mi hanno richiamato e deciso di prendermi. L’inizio è stato molto buono. Ho segnato 3 gol nelle prime 3 partite di Coppa di Svezia, uno contro il Djurgården praticamente eliminandoli dalla Coppa ed una doppietta contro il Degerfors. Reti che ci hanno portati ai Quarti di Finale contro l’Elfsborg dove abbiamo vinto 2-1 e poi perso la Semifinale contro il Norrköping 3-0. Già da li si vedeva che eravamo una bella squadra. Infatti siamo riusciti a vincere il campionato. Piccolo extra personale, sono riuscito a realizzare il gol decisivo per la promozione e per la prima volta nella storia, il Brommapojkarna ha vinto la Superettan. Pure se non ho giocato da titolare tutta la stagione, sono riuscito a prendermi una grossa soddisfazione alla fine. Il motivo principale per cui non ho giocato titolare tutta la stagione, è stata l’esplosione di Viktor Gyökeres che adesso gioca al St.Pauli in Bundesliga 2. Quella è stata la stagione della sua consacrazione.

ICN: Nella stagione della promozione in Allsvenskan con il Brommapojkarna, sei stato appunto compagno di reparto di Gyökeres ed hai visto muovere i primi passi di Jack Lahne in prima squadra. Cosa pensi di questi due ragazzi? Dove possono arrivare?

LGP: Jack è arrivato in prima squadra verso metà campionato, non era con noi fin dall’inizio. Era molto giovane, lo è tuttora e credo che sia il giocatore più veloce con cui abbia mai giocato. Lo vedo come esterno, ricorda molto Theo Walcott. Viktor è un ragazzo che lavora molto, molto serio, molto disciplinato. I risultati che sta ottenendo oggi, sono frutto della sua dedizione, dell’impegno e del sacrificio che ci mette e che metteva già all’epoca. Si allenava tanto, faceva anche allenamenti extra. Il successo che sta ottenendo, se lo merita tutto. Dove possono arrivare è difficile da dire. Sono molto talentuosi, hanno voglia di fare ma dove possono arrivare dipende anche dalla squadra in cui giocano. Se vengono messi nelle condizioni ottimali per esprimersi o meno.

ICN: Sempre al Brommapojkarna, sei stato allenato da una leggenda del Calcio Nordico come Olof Mellberg. Che tipo è? Cosa hai imparato da lui?

LGP: Mellberg l’ho incontrato anche ultimamente, abitiamo nella stessa via. C’è ancora un buon rapporto. É un allenatore molto preparato, molto diligente che pretende molto sia da sè stesso che dai suoi giocatori. É uno che non molla mai, che ti spinge alla lotta per ottenere il risultato, qualcosa che ho molto apprezzato. Uno degli allenatori più bravi che ho avuto durante la mia carriera. C’è da dire che quell’anno gli allenatori erano due. Mellberg era l’allenatore Capo e poi aveva una sorta assistente con cui divideva i ruoli. Secondo me il fatto che lavorassero in tandem, è quello che ha portato anche ad ottenere i risultati che abbiamo ottenuto in quella stagione. La combinazione dei due è stata davvero ottima.

ICN: Un pò alla Lagerbäck-Hallgrímsson con la Nazionale Islandese. Concetto percorribile nel Nord Europa ma che secondo me, in Italia porterebbe solo tanta confusione. La tua descrizione di Mellberg, rispecchia esattamente l’impressione che ho del Mellberg-calciatore.  Diciamo che è rimasto fedele a sè stesso.

LGP: Si, può ricordarlo, anche se qui i ruoli erano ben definiti. Se c’era una differenze di vedute, era sempre Mellberg ad avere l’ultima parola. Infatti una volta ci fu una differenza di vedute tra lui ed il “secondo”, conclusasi con Mellberg che disse qualcosa del tipo ” Io sono l’allenatore e decido io”. A noi giocatori fece un pò sorridere.

ICN: Anche perchè non deve essere piacevole litigare con Mellberg! La tua ultima esperienza per il momento è l’IK Frej, con cui hai disputato la tua 3° e 4° stagione in Superettan. Serie B Svedese che possiamo ormai definire il tuo campionato. In quale club ti piacerebbe giocare la prossima stagione?

LGP: Il discorso adesso è un po’ diverso cioé se continuo a giocare oppure no. Ho iniziato a lavorare e vedremo come si evolverà la situazione in futuro. Per adesso non ho firmato con nessuno, mi sto concentrando sul lavoro e sullo studio. Quelle sono le priorità per il momento. Se dovesse esserci una possibilità con il Calcio la valuto, ma non ho nessun tipo di ansia.

ICN: Ti mancherebbe il Calcio o riusciresti a rinunciarci senza problemi?

LGP: Si, mi mancherebbe sicuramente. É stata la mia vita sin da ragazzino. Sono finito in prima squadra per la prima volta quando avevo 17 anni però al tempo stesso bisogna fare altre considerazioni. Vista anche la crisi che sta arrivando, siamo sicuri che poi il club riesca a pagare? Sto lavorando per un’agenzia che fa analisi finanziarie per alcuni club di Calcio. Addirittura in Serie A Svedese, alcuni club non sono messi benissimo.

ICN: Per capirci, senza volerti fare i conti in tasca, gli stipendi in Serie C Svedese adesso, a quanto ammontano?

LGP: Un buon Calciatore di Serie C Svedese può arrivare a 15.000 Corone svedesi lorde al mese (circa 1500€ lordi). I top categoria possono andare anche oltre le 20.000 (ma sono veramente, veramente pochi. Qualche eccezione può prendere anche di più). Un giovane o un giocatore marginale può avere anche 2/3000 corone al mese (200/300€ lordi). In Superettan (Serie B) la media ufficiale credo che sia sulle 23.000 corone al mese (2300€ lordi).

ICN: Parliamo quindi di stipendi da 1300 fino a 2000€, che poi guardando il costo della vita in Svezia, immagino siano davvero pochi.

LGP: Si esatto, a Stoccolma quasi nessun club di C riesce a pagarti l’appartamento visti i prezzi che girano quindi ti bastano giusto per coprire un affitto. Infatti è quasi impossibile che uno che gioca in C, faccia solo quello a Stoccolma (vivendo da solo). C’è anche da dire che 20.000 kr lorde diventano 16.000 nette (visto che è considerato uno stipendio basso, la tassazione è minore).

ICN: Se dovessi elencare 3 Pro e 3 Contro del giocare in Svezia, quali sarebbero?

LGP:

Pro:

  • Aprirsi ad un modo diverso di vedere e vivere il Calcio rispetto a come ero abituato in Italia
  • Maggiore apertura al dialogo
  • Ti fa scoprire un pò più il mondo al di fuori della “bolla” in cui il calciatore professionista vive in Italia

Contro:

  • I soldi non sono molti ed il costo della vita è alto
  • Il cibo pre-partita non è ai livelli di quello Italiano (al Brommapojkarna facevano più attenzione rispetto agli altri club)
  • Tipo di Calcio meno tattico

ICN: Tra i contro non hai citato il clima. L’impatto climatico è stato difficile da “digerire” o sei riuscito rapidamente ad ambientarti?

LGP: Alla fine essendo di Treviso, sono anche abituato al freddo. Anzi qua è secco, lo soffro meno rispetto all’umidità di Treviso (ovvio che se fa -15 è un’altra cosa). Poi i campionati iniziano ad aprile e finiscono a settembre quindi i mesi più duri li eviti alla fine.

ICN: Ultima curiosità. Tra tutti i tuoi avversari, chi ti ha impressionato di più?

LGP: Come qualità direi Kennedy dell’Hammarby. Non correva tanto visto che era a fine carriera ma che piede ragazzi!

Si conclude qui questa interessantissima conversazione con un ragazzo che ha davvero portato in alto i nostri colori in terra Svedese. Ci tengo a ringraziare ancora Luca per la sua disponibilità oltre che per il tempo e per la cortesia con la quale ha risposto alle mie domande. Sperando che decida di non appendere gli scarpini al chiodo, gli auguro davvero tutto il meglio per i suoi progetti futuri!

La riproduzione anche parziale dell’intervista è severamente vietata in virtù delle norme vigenti sul copyright. L’articolo è proprietà esclusiva de © “Il Calcio Nordico”.

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